ERASMUS+ 2026, storie di amicizia per gli studenti dell'IIS Govone

Da tre anni il nostro istituto “G. Govone” ha ottenuto l’accreditamento Erasmus+, il programma inizialmente dedicato agli studenti universitari, esteso anche a tutte le scuole di ordine e grado, ed inizialmente conosciuto con il nome di Comenius.

 Al Liceo Classico Govone abbiamo iniziato gradualmente e quest’anno abbiamo attivato diversi tipi di mobilità: una mobilità di gruppo con il consolidato partner Lycée Polivalent René Rene Char di Avignone da parte della 2B a indirizzo Internazionale, 3 mobilità di lunga durata per tre studentesse del Liceo Classico, rispettivamente Emma Mensi a Corfù (Grecia), Chiara Drocco a Chambéry (Francia), e Iris Loghin a Maintal (Germania). Inoltre, il Dirigente scolastico, prof. Roberto Buongarzone e la DS Adele Luongo hanno svolto una mobilità a Göteborg, in Svezia, al fine di porre le basi per ulteriori contatti e di ampliare la rete delle scuole partner. 

Chiara - Chambéry

Durante questo mese ho frequentato il liceo della mia corrispondente e assistito e preso parte ai suoi allenamenti di pallamano. Abitando in montagna abbiamo fatto numerose passeggiate e non sono mancati numerosi incontri e pranzi in famiglia: compleanni, festa di San Patrizio, caccia alle uova di Pasqua. Inoltre, ho avuto l’occasione di prendere parte a una settimana di stage presso un notaio, esperienza che al liceo in Italia non avrei mai fatto! Sono nate bellissime amicizie anche con altre ragazze e ragazzi, con i quali manterrò volentieri contatto. Cosa mi ha insegnato questo Erasmus+? Che la crescita personale, il vivere numerose esperienze e scoprire realtà diverse dalla propria ti arricchiscono e consentono di maturare come persona. Ho imparato a godermi piccoli momenti e ad approfittarne il più possibile. Inoltre, il sistema scolastico francese è molto diverso dal nostro e questo mi ha fornito una nuova visione della scuola, che non necessariamente deve essere stressante e occupare intere giornate. Ho imparato e approfondito conoscenze nuove e materie che nella mia scuola non affrontiamo: scienze economiche e sociali, scienze numeriche e tecnologiche…

Con Angele è nato un rapporto stupendo e siamo diventate come due sorelle, la sua famiglia è stata per me un punto di riferimento importante. Grata!! -

 

Emma - Corfù

Prima di partire per Corfù non avevo idea di cosa potesse attendermi, non avevo mai visitato prima la Grecia e l'idea di stare in un paese straniero, di cui non conoscevo neanche la lingua, per quanto possa sembrare strano, mi incuriosiva molto.

Ho vissuto tre settimane in famiglia, a casa della mia corrispondente Isolde e mi sono sentita accolta fin da subito. Sua mamma, Lucia, mi ha trattato come una terza figlia. Con lei parlavo anche italiano, dal momento che, avendo studiato in Italia per sette anni, conosceva perfettamente la lingua.

Il tempo passato con gli amici di Isolde è senza dubbio quello meglio speso di tutta l'esperienza. Nonostante la lingua e nonostante fossi una sconosciuta che se ne sarebbe andata poco dopo tempo, mi hanno fatto sentire parte di quello che succedeva come se fossi una di loro, parlando inglese anche quando non era facilissimo esprimersi.

Una delle cose che mi ha colpito di più è stato vedere quanto le tradizioni siano ancora vive ed ho apprezzato come siano profondamente legati alla loro cultura, cosa che noi, al contrario, stiamo di generazione in generazione perdendo. Nonostante parlassimo in inglese, entrare in contatto con il neogreco è stato affascinante. L'esperienza è stata bellissima, per il fatto che ho visto qualcosa di nuovo e diverso e ho avuto la fortuna di viverla con delle persone che erano intenzionate a farmi trascorrere quelle settimane al meglio.

 

Iris - Maintal

L’esperienza Erasmus si è rivelata un momento di crescita personale significativo, capace di lasciare un segno duraturo nel mio modo di vedere il mondo e il mio futuro. Nonostante la durata relativamente circoscritta del soggiorno, essa ha inciso in maniera profonda e duratura sulla mia persona, contribuendo a ridefinire il mio approccio allo studio, alle relazioni e, più in generale, alla realtà che mi circonda.

Dal punto di vista scolastico, ho avuto modo di confrontarmi con un ambiente fortemente innovativo, dinamico e proiettato verso il futuro. La struttura stessa dell’istituto, articolata in edifici moderni, luminosi e tecnologicamente attrezzati, rifletteva una concezione dell’educazione come processo attivo e partecipato. L’offerta formativa si distingueva per ampiezza ed equilibrio, con una particolare valorizzazione delle discipline scientifiche, senza tuttavia sacrificare l’importanza delle materie umanistiche, considerate parte integrante di una formazione completa e consapevole. Ciò che più mi ha colpita è stato l’approccio metodologico adottato; infatti, le lezioni si configuravano come spazi di dialogo e confronto.

Soprattutto a livello umano, ho compreso che il cambiamento, sebbene inizialmente destabilizzante, è una delle più potenti leve di crescita personale. La vita in famiglia ha contribuito in modo determinante a questo processo. Essere accolta con affetto e naturalezza mi ha permesso di sperimentare un senso di appartenenza in un contesto completamente nuovo. Al contempo, la distanza dalla mia famiglia d’origine mi ha insegnato a gestire l’assenza, trasformandola in occasione di maturazione emotiva. Ho imparato che l’affetto non viene meno con la distanza, ma si trasforma, si rafforza, trova nuove modalità di espressione.

Gabriele - Avignon

Lézarder ou ne pas lézarder

L’indirizzo ESABAC del liceo classico G. Govone di Alba, durante il percorso di studi prevede due scambi ciascuno della durata di una settimana, ossia solitamente uno in seconda a Chambéry e uno in quarta ad Avignone. Quest’anno la quarta ha avuto l’opportunità di effettuare lo scambio dal 20 al 27 marzo grazie ai finanziamenti europei del programma Erasmus +. Come da consuetudine, ogni studente francese ha accolto il rispettivo studente italiano che l’aveva ospitato una settimana ad ottobre in Italia, portandolo con sé a scuola dove avrebbe seguito regolarmente le lezioni.  Abbiamo vissuto un’epopea ricca e travolgente: all'andata tappa a Nizza, al museo di Henri Matisse; accolti poi dalle rispettive famiglie, il secondo giorno molti di noi sono stati accompagnati a Marsiglia dai propri corrispondenti; gli altri giorni  sono state previste alcune visite nel centro di Avignone, nella sua Università, al palazzo dei Papi e ai resti del ponte di Avignone, nonché un pomeriggio al trampoline park; al ritorno abbiamo sostato ad Antibes e visitato il museo di Picasso. A scuola i professori francesi hanno tenuto alcune lezioni di letteratura, di geostoria, di filosofia e di teatro: le più emozionanti sono state quelle di letteratura leggendo passi di Stendhal. E sdraiati al sole di marzo, proprio davanti alle scale che portavano al ponte di Avignone - lì ricordo che la nostra professoressa di francese, in viaggio con noi, ci ha spiegato con nostra meraviglia che in francese l’atto di stendersi al sole come una lucertola si dice lézarder- ci siamo accorti che quell’ultimo scambio sarebbe di lì volto presto al termine trascinandosi dietro di sé il ricordo di momenti estremamente felici.

erasmus + 2026

erasmus + 2026

erasmus + 2026